Fondamenti

Fondamenti: tutto quello che c’è da sapere sul crowdfunding

 

Il crowdfunding è lo strumento del momento, attuale, digitale, capace di coniugare il fundraising con forme di partecipazione e condivisione di progettualità innovative. Ecco che allora oggi vi proponiamo un sunto dei 12 aspetti fondamentali del crowdfunding che abbiamo tratto dal libro Il crowdfunding nel settore culturale e creativo, di Associazione CIVITA, edito da Marsilio Editore (pg. 15-17)

Alla domanda: che cos’è il crowdfunding? la risposta potrebbe essere pressappoco questa:

Seguendo la proposta avanzata dalla “European Crowdfunding Network”, si tratta dell’«accumulo di piccoli investimenti in singoli progetti da parte di un grande numero di individui (la “folla”) tramite o con l’aiuto di internet e dei social network». Gli elementi costitutivi sono tre:

  1. Raccolta fondi
  2. Folla
  3. Internet

A questi si accompagnano altri elementi che contribuiscono alla definizione:

  1. Apertura. In linea generale, chiunque abbia un’idea o un progetto può renderlo pubblico e partecipare al finanziamento collettivo. Gli unici meccanismi di chiusura sociale sono quelli introdotti dalle piattaforme, che re-intermediano le relazioni tra le parti, attraverso vincoli legati, per esempio, alla provenienza geografica dei progettisti, al contenuto del progetto o al livello qualitativo della campagna.
  2. Progettualità a termine. Le piattaforme permettono al progettista di definire la durata della campagna, al termine della quale, nelle piattaforme all-or-nothing solo chi ha raggiunto la soglia prevista (Threshold-Pledge Systems, TPS) riceve il finanziamento; nelle piattaforme keep-it-all il progettista riceve quanto raccolto fino a quel momento.
  3. Partecipazione attiva. Il crowdfunding può essere considerato una forma di crowdsourcing, in cui il contributo viene apportato attraverso risorse di tipo economico. Il rapporto tra crowdfunding e crowdsourcing è evidente in piattaforme che consentono al finanziatore/donatore di partecipare al processo decisionale, esperimento le proprie preferenze rispetto alle caratteristiche del prodotto/servizio o mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze per la realizzazione del progetto.
  4. Azione connettiva. Il termine “crowd” mette in luce la dimensione collettiva del finanziamento ma oscura dei meccanismi fondamentali nel determinare il successo di un progetto: il ruolo dei legami tra i finanziatori (oltre a quello tra progettista e finanziatori). I finanziatori di un progetto non sono atomi sociali, accomunati da un interesse per una stessa idea, per un oggetto o per un’azienda, ma sono nodi di una rete legata tra loro in particolari configurazioni, che permettono lo scambio di risorse tra pari (P2P peer-to-peer).
  5. Azione e relazione digitale. Il crowdfunding prende forma attraverso l’utilizzo di piattaforme online, che facilitano la trasformazione del capitale sociale accessibile attraverso i social media in capitale finanziario disponibile per la realizzazione di idee, progetti e nuove imprese. Se i social media abbassano le barriere all’accesso e alla produzione di informazioni e conoscenze, il crowdfunding abbassa le barriere all’accesso e alla condivisione del capitale. La ricerca di Mollick relativa a Kickstarter mostra una proporzione diretta tra il numero di amici su Facebook del promotore e la probabilità di successo della campagna di crowdfunding: a 10 amici corrisponde una probabilità di successo del 9%, a 100 del 20%, a 1000 del 40%. Questo rappresenta un forte vincolo strutturale in quei paesi, come l’Italia, dove la diffusione di internet e dei social media è ancora limitata e le campagne, più che vivere online, si nutrono della relazione tra l’online e l’offline.
  6. Reputazione e fiducia. L’azione connettiva digitale è veicolata attraverso meccanismi sociali di reputazione e fiducia. I primi finanziatori di un progetto generalmente sono persone vicine al promotore, che lo conoscono e possono valutare le sue qualità personali, spesso ancor prima di quelle del progetto proposto. I social media rappresentano uno strumento utile a superare la prima cerchia di contatti e raggiungere amici-di-amici o persone sconosciute. Quando la relazione non è basata su una conoscenza diretta, i legami sociali forniscono segnali utili alla valutazione del valore del progetto, la cosiddetta “social proof”. I primi finanziatori validano il progetto per gli altri sostenitori. Le ricerche realizzate su Prosper, una piattaforma di social lending, mostrano che se ci sono amici tra i finanziatori la probabilità di restituire il debito è più che doppia e il capitale sociale diventa ancora più influente in caso di profili finanziari deboli.
  7. Caduta dei confini tra produzione e consumo. I futuri consumatori entrano nel processo produttivo già in fase di progettazione, portando il proprio contributo ideativo, oltre che economico. Questo favorisce una personalizzazione della produzione che si basa sul principio della “coda lunga” e valorizza le logiche di nicchia.
  8. Nuove forme di ricompensa. Anche nelle piattaforme rewarded l’obiettivo non è solo l’acquisto di un oggetto. Con l’affermarsi del crowdsourcing si è osservato l’emergere di forme di motivazione complementari al semplice ritorno economico. Lo stesso accade con il crowdfunding. Le ricompense spesso non sono monetarie e basate sulla generazione di valore condiviso.
  9. Trasparenza. La piattaforma rende visibili il numero di contributi ricevuti, le somme versate e, in molti casi, i nomi dei finanziatori. La natura trasparente del crowdfunding viene vista come un anticorpo verso comportamenti fraudolenti, grazie a meccanismi di autoregolazione che dovrebbero anche favorire il coinvolgimento e la partecipazione.

In sintesi, il crowdfunding può essere considerato una forma di partecipazione (finanziaria, ma non solo) della rete (sociale) e attraverso la rete (internet) a un progetto.